L’amministrazione attraverso il sito, offre la possibilità di avere informazioni in tempo reale, accogliendo allo stesso tempo, suggerimenti e istanze al fine di rafforzare sempre più rapporti e lo scambio di opinioni.
Il nostro sito è solo l’inizio di altre attività che man mano verranno aggiunte, per una completa integrazione tra amministrazione e utenti.
Ma ora eccovi una breve presentazione della nostra cittadina.
Alla fine del VI secolo a.C. i Locresi avevano bisogno di andare sul mar Tirreno e per non attraversare lo Stretto di Messina, valicarono i passi della Limina, di Croce Ferrata, di Ropola e del Mercante, che si trovano a 952 metri sul livello del mare e scendendo lungo facili pendii si diressero verso una vasta e fertile pianura attraversata da rigogliosi corsi dacqua, che distava da Locri Epizephyrii meno di una giornata di cammino.
Arrivati alla collina posta al centro della pianura, trovarono in loco delle popolazioni indigene, di stirpe indoeuropea, e da queste trassero e diedero alla città da loro stessi rifondata il nome di MEDMA, che in lingua indigena, significa città di confine.
Lagglomerato urbano dellantica cittadina, tanto ampio da ospitare una popolazione superiore ai quattromila abitanti, si estendeva sul magnifico terrazzo di Pian delle Vigne.
Case, laboratori artigianali, negozi, templi, sorgevano nel perimetro compreso tra il Bellavista del Rione Ospizio, lattuale cimitero, contrada Pomaro e la zona Ospedale.
Solo più tardi i coloni di Locri Epizephyrii si accamparono su un altopiano più a Nord di MEDMA, fondando Hipponion, lodierna Vibo Valentia, città marinara e con un ferace retropiano agricolo, ampliando così i propri confini territoriali e imponendo una maggiore azione politica e commerciale sul versante tirrenico.
Di Medma ci danno notizia vari autori.
Ecateo, riportato da Stefano Bizantino, la ricorda come città consacrata alla ninfa Medma.
Strabone (VI, I, 5) ne parla insieme ad Hipponion come di città omonima ad una grande fonte.
Lo Pseudo Scimno scrive che i Locresi conquistarono Hipponion e Medma.
Tucidide narra che i Locresi stipularono, nel 422, un accordo con lateniese Feace mentre erano in guerra con gli Hipponiati e Medmei, confinanti e coloni della stessa Locri.
Diodoro Siculo narra che Medma subì una prima istruzione nel 396 a.C. ad opera di Dionigi, tiranno di Siracusa, il quale, chiamato in aiuto dai Locresi di Locri Epizephyrii, fece prigionieri quattromila Medmei destinati a popolare Messina.
LAttestazione epigrafica più antica di Medma, finora rinvenuta, ci proviene da uno scudo di bronzo che è stato rinvenuto nel 1938 nel santuario greco di Olimpia, uno dei santuari più famosi dellantichità. Su questo scudo vi è uniscrizione, facilmente integrabile, in cui si legge che i Medmei, alleati coi Locresi di Locri Epizephyrii e con gli Hipponiati, hanno sconfitto gli abitanti di Crotone.
Inoltre, in questo contesto, non possiamo fare a meno di ricordare che lunico Medmeo antico, di cui conosciamo il nome, è Filippo di Medma, discepolo, amico e segretario personale di Platone, oltre che autore di un opera dal titolo Intorno ai venti, come afferma Alessandro Afrodisiaco nel commento alle Meteore di Aristotele.
NellOttocento, a Rosarno eseguirono numerosi scavi archeologici il conte vibonese Vito Capialbi, il Vescovo di Mileto Mons. Filippo Mincione e gli antiquari tedeschi Merz e Major di Taormina.
Allinizio dello scorso secolo, negli anni 1912-13 e '14, larcheologo roveretano Paolo Orsi, soprintendente della Sicilia orientale e della Calabria, ha condotto due distinte campagne di scavo nel territorio di Rosarno, su Pian delle Vigne e sulla collina di Nolio Carozzo.
In tempi più recenti altri archeologi scavarono a Rosarno. In ordine di tempo, ricordiamo Paolo Enrico Arias, Salvatore Settis, Claudio Sabbione, Maurizio Paoletti, Maria Cecilia Parra, Maria Teresa Iannelli, Rossella Agostino.
Dalla città di Medma derivò Rosarno, che si trova su una collina che si affaccia come un balcone naturale sul porto di Gioia Tauro e sulla pianura circostante.
Rosarno, per la collocazione geografica, è destinata a svolgere un ruolo molto importante nel sistema intermodale dei trasporti nazionali ed internazionali.
Il suo territorio (di cui 120 ettari sono parte del Piano Regolatore predisposto dallASI per gli insediamenti industriali) è la porta di ingresso terrestre (ferroviaria ed autostradale) al porto ed alle aree destinate agli insediamenti produttivi.
La
rete al servizio dei cittadini
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Alla fine del VI secolo a.C. i Locresi avevano bisogno di andare sul mar Tirreno e per non attraversare lo Stretto di Messina, valicarono i passi della Limina, di Croce Ferrata, di Ropola e del Mercante, che si trovano a 952 metri sul livello del mare e scendendo lungo facili pendii si diressero verso una vasta e fertile pianura attraversata da rigogliosi corsi dacqua, che distava da Locri Epizephyrii meno di una giornata di cammino.
Arrivati alla collina posta al centro della pianura, trovarono in loco delle popolazioni indigene, di stirpe indoeuropea, e da queste trassero e diedero alla città da loro stessi rifondata il nome di MEDMA, che in lingua indigena, significa città di confine.
Lagglomerato urbano dellantica cittadina, tanto ampio da ospitare una popolazione superiore ai quattromila abitanti, si estendeva sul magnifico terrazzo di Pian delle Vigne.
Case, laboratori artigianali, negozi, templi, sorgevano nel perimetro compreso tra il Bellavista del Rione Ospizio, lattuale cimitero, contrada Pomaro e la zona Ospedale.
Solo più tardi i coloni di Locri Epizephyrii si accamparono su un altopiano più a Nord di MEDMA, fondando Hipponion, lodierna Vibo Valentia, città marinara e con un ferace retropiano agricolo, ampliando così i propri confini territoriali e imponendo una maggiore azione politica e commerciale sul versante tirrenico.
Di Medma ci danno notizia vari autori.
Ecateo, riportato da Stefano Bizantino, la ricorda come città consacrata alla ninfa Medma.
Strabone (VI, I, 5) ne parla insieme ad Hipponion come di città omonima ad una grande fonte.
Lo Pseudo Scimno scrive che i Locresi conquistarono Hipponion e Medma.
Tucidide narra che i Locresi stipularono, nel 422, un accordo con lateniese Feace mentre erano in guerra con gli Hipponiati e Medmei, confinanti e coloni della stessa Locri.
Diodoro Siculo narra che Medma subì una prima istruzione nel 396 a.C. ad opera di Dionigi, tiranno di Siracusa, il quale, chiamato in aiuto dai Locresi di Locri Epizephyrii, fece prigionieri quattromila Medmei destinati a popolare Messina.
LAttestazione epigrafica più antica di Medma, finora rinvenuta, ci proviene da uno scudo di bronzo che è stato rinvenuto nel 1938 nel santuario greco di Olimpia, uno dei santuari più famosi dellantichità. Su questo scudo vi è uniscrizione, facilmente integrabile, in cui si legge che i Medmei, alleati coi Locresi di Locri Epizephyrii e con gli Hipponiati, hanno sconfitto gli abitanti di Crotone.
Inoltre, in questo contesto, non possiamo fare a meno di ricordare che lunico Medmeo antico, di cui conosciamo il nome, è Filippo di Medma, discepolo, amico e segretario personale di Platone, oltre che autore di un opera dal titolo Intorno ai venti, come afferma Alessandro Afrodisiaco nel commento alle Meteore di Aristotele.
NellOttocento, a Rosarno eseguirono numerosi scavi archeologici il conte vibonese Vito Capialbi, il Vescovo di Mileto Mons. Filippo Mincione e gli antiquari tedeschi Merz e Major di Taormina.
Allinizio dello scorso secolo, negli anni 1912-13 e '14, larcheologo roveretano Paolo Orsi, soprintendente della Sicilia orientale e della Calabria, ha condotto due distinte campagne di scavo nel territorio di Rosarno, su Pian delle Vigne e sulla collina di Nolio Carozzo.
In tempi più recenti altri archeologi scavarono a Rosarno. In ordine di tempo, ricordiamo Paolo Enrico Arias, Salvatore Settis, Claudio Sabbione, Maurizio Paoletti, Maria Cecilia Parra, Maria Teresa Iannelli, Rossella Agostino.
Dalla città di Medma derivò Rosarno, che si trova su una collina che si affaccia come un balcone naturale sul porto di Gioia Tauro e sulla pianura circostante.
Rosarno, per la collocazione geografica, è destinata a svolgere un ruolo molto importante nel sistema intermodale dei trasporti nazionali ed internazionali.
Il suo territorio (di cui 120 ettari sono parte del Piano Regolatore predisposto dallASI per gli insediamenti industriali) è la porta di ingresso terrestre (ferroviaria ed autostradale) al porto ed alle aree destinate agli insediamenti produttivi.
E adesso
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