AUGURI PASQUALI

Alla Comunità di Rosarno

Viviamo una seconda Pasqua sotto gli effetti perversi della perdurante pandemia, mostro invisibile subdolo e devastante che continua, tutt'ora, a far sentire il suo mortifero alito, avendoci anche costretti a modificare la nostra vita quotidiana, le modalità di lavoro, per chi l'ha conservato, le relazioni sociali, accentuato forti disuguaglianze, dilatate fasce di indigenza e del bisogno, determinato precarietà ed incertezze diffusa, inciso negativamente sull'equilibrio psichico/psicologico, sul benessere e sulla salute di tanti esseri umani.

Abbiamo trascorso un anno a contare morti e contagi con l'inevitabile carico di turbamento, smarrimento, disperazione, sofferenza, ci siamo riscoperti fragili, vulnerabili, incapaci di approntare una reazione ed una profilassi puntuale e vincente.

Le recenti vicende legate alla vaccinazione e le preoccupazioni relative agli accessi ai posti limitati nei reparti di terapia intensiva degli ospedali non hanno purtroppo appalesato la materializzazione di risposte in sintonia con i valori dell'umanità e della solidarietà tra classi e gruppi o tra popoli, pensando ciascuno illusoriamente di mettersi al riparo escludendo gli altri.

Mai occorrerebbe credere che la realtà che vediamo è l'unica, la più stupida delle convinzioni, c'è una vita, un cuore dietro ogni mondo, non si cresce emarginando gli altri.

Nell'attesa di essere vaccinati tutti e di immunizzarci attrezziamoci adeguatamente, aborriamo comportamenti disattenti e superficiali che si scontrano con le raccomandazioni scientifiche, non indulgiamo in sterili contrapposizioni tra le ragioni della salute con quelle dell'economia, esprimiamo tangibilmente sostegno e vicinanza a chi è in difficoltà e chi è "garantito" e quindi privilegiato non dimentichi chi non è garantito e si trova in difficoltà.

Ogni mascherina abbassata, ogni assembramento non autorizzato o che avviene senza il rispetto delle misure di sicurezza è un aiuto al virus ed alla sua capacità di condizionare le noste vite o di mettere in pericolo la vita delle persone più fragili.

Per l'imprudenza di un singolo la Comunità può finire seriamente nei guai. 

La civiltà ed il senso di umanità che ci rendono esseri coscienti e responsabili hanno un solo volto ed un solo modo di esistere: o ci sono o non ci sono e se ci sono, sono per tutti.

Il passato dovrebbe spiegare il presente per indirizzare il futuro.

Sano pragmatismo dovrebbe insegnare che la pandemia, pur con il suo carico indicibile ed insopportabile di negatività e con conseguenze che sembrano essere peggiori di una guerra mondiale, può essere anche una bella lezione per un mondo ubriacato dalla sua apparente invincibilità: il carattere planetario della pandemia e la stretta connessione tra ambiente violentato e la proliferazione di infezioni auspicabilmente potrebbero determinare la nascita di una più matura sensibilità ecologica ed indurre l'umanità a modificare l'approccio predatorio, piratesco, suicidario verso la natura.

Una situazione eccezionale è diventata la nostra nuova normalità o quasi, anche se è vero che l'uomo è sopravvissuto nei secoli ad ambienti particolarmente ostili.

Nell'imminenza della ricorrenza Pasquale, vissuta in condizioni di persistente diffusività della pandemia, evitiamo spostamenti ed assembramenti, riunioni conviviali con numero considerevole di persone, diverse dai più stretti congiunti che possono dare, sia pure in abitazioni private, pericolosi assembramenti, a tutela della salute propria, quella dei propri cari e dell'intera collettività.

E CON QUESTI PRESAGI DI FIDUCIA ED OTTIMISMO FORMULO - ASSIEME AL SUB COMMISSARIO, AL SEGRETARIO GENERALE, AI RESPONSABILI DI SETTORE ED AL PERSONALE TUTTO - ALLE FORZE POLITICHE, ALL'ASSOCIAZIONISMO CULTURALE E SOCIALE, AL MONDO PRODUTTIVO E DELLE PROFESSIONI, ALLA SCUOLA NELLE SUE MOLTEPLICI COMPONENTI (DIRIGENTI, PERSONALE DOCENTE E ATA, FAMIGLIE, STUDENTI), ALLA COMUNITA' TUTTA SENTIMENTI DI SENTITA VICINANZA UMANA E CRISTIANA E GLI AUGURI PIU' CORDIALI ED AFFETTUOSI DI UNA SERENA PASQUA

 

                                                                                   Il Commissario Prefettizio

                                                                                     Dott. Antonio Reppucci